SACSAYHUAMÁN: Chi ha costruito queste mura pensate per essere ammirate dal cielo?
Aggiornamento: 8 ott
Sacsayhuamán è un imponente complesso archeologico situato sulle alture che dominano la città di Cusco, in Perù. È celebre soprattutto per le sue enormi mura costruite con blocchi di pietra poligonali, alcuni dei quali pesano decine di tonnellate, lavorati e incastrati con una precisione straordinaria.
La parte più recente del sito archeologico viene generalmente attribuito agli Inca e fu certamente utilizzato da loro nel XV secolo, probabilmente con funzioni cerimoniali, militari e simboliche.
Tuttavia, è molto più difficile stabilire chi ha costruito la parte più antica della fortezza, che si trova alla base. Per capire quanto grande sia la differenza tra le due costruzioni, basta confrontare le due foto presenti in questo post. La parte superiore è composta da blocchi pesanti alcuni quintali. La parte inferiore della fortezza è composta da blocchi pesanti diverse decine di tonnellate, forse superando anche le 100 tonnellate.
Tutto questo è stato fatto a una altitudine di 3.700 metri. Per dare un’idea, il Monte Bianco è alto 4.800 metri.

Secondo le ricostruzioni degli archeologi, i costruttori della parte superiore della fortezza non disponevano né della ruota né di animali da soma. Eppure, sembra che i costruttori della parte inferiore di Sacsayhuamán trasportassero blocchi di pietra del peso fino a 100 tonnellate a quell’altitudine. Umanamente questo non dovrebbe essere possibile.
Ancora più interessante è la forma della parte inferiore delle mura di Sacsayhuamán. Se osservata dall’alto, la disposizione delle mura forma la sagoma di un giaguaro, animale sacro per quei popoli. Ma questa forma è assolutamente invisibile dal livello del suolo. E non esiste un “punto più alto” da cui osservarla. Quelle mura hanno quella forma esclusivamente per essere viste dal cielo. Solo dal cielo si sarebbe potuto verificare se la forma complessiva fosse corretta. Non ci sono alternative.
Si dice che quando i “conquistadores” spagnoli devastarono gli insediamenti della zona, non riuscirono praticamente a fare nulla a quelle mura. Affermarono quindi che non fossero di origine umana, ma che fossero state costruite dal Diavolo.
Esiste un netto contrasto tra le strutture delle civiltà precolombiane conosciute e le mura di Sacsayhuamán. Le civiltà precolombiane conosciute semplicemente non possedevano la capacità tecnologica per costruire mura di così straordinaria grandezza e complessità, il cui disegno complessivo può essere compreso solo se osservato da migliaia di metri di altezza. Ma allora, chi le ha costruite?

Una possibilità diversa per Sacsayhuamán: pietra sintetica?
Ricercatori di università dell’America centrale e meridionale hanno recentemente raccolto la sfida di analizzare le enormi pietre di Sacsayhuamán. E, incredibilmente, hanno concluso che alcune di queste pietre potrebbero essere sintetiche — in altre parole, geopolimeri.
Se ciò fosse vero, i costruttori non avrebbero necessariamente dovuto trasportare enormi blocchi di pietra su per la montagna. Avrebbero invece potuto trasportare gli ingredienti necessari per fabbricare il materiale direttamente sul posto, mescolarli insieme e produrre la pietra proprio dove era necessaria. Il processo di creazione di un geopolímero è del tutto scientifico e perfettamente fattibile, a condizione di possedere la tecnologia necessaria e le conoscenze di chimica.
Lo stesso mistero in Egitto
Negli ultimi anni, i ricercatori hanno anche ipotizzato che il rivestimento esterno della Piramide Romboidale di Snefru non fosse semplicemente costituito da calcare estratto in cava, ma da una forma di pietra sintetica, ovvero un geopolímero. Affermazioni simili sono state avanzate anche riguardo ad alcuni blocchi della Grande Piramide di Giza.
Un geopolímero non va confuso con la malta ordinaria o con il “cemento romano”. Una volta indurito, può formare un materiale con proprietà paragonabili a quelle della pietra naturale. Se tali tecniche fossero state davvero utilizzate migliaia di anni fa, le implicazioni sarebbero straordinarie.
Una domanda che rimane
Ciò porta a una domanda inevitabile. La moderna tecnologia dei geopolimeri è estremamente recente. Quindi, di quale tipo di conoscenze chimiche avrebbero avuto bisogno questi antichi costruttori per produrre pietra sintetica migliaia di anni prima di noi?
E da dove proveniva tale conoscenza?
Ancora più sorprendente è il problema geografico. Perché ci imbattiamo in domande simili su sponde opposte dell’Atlantico — in Perù e nel Nord Africa? Se i popoli antichi di entrambe le regioni sapessero davvero come produrre materiali simili alla pietra, allora forse la storia tecnologica del mondo antico è molto più complessa di quanto ci sia stato raccontato.
Tutti gli indizi portano a pensare che i costruttori della parte inferiore di Sacsayhuamán non sia stata costruita dagli Inca, ma da una popolazione più antica, ma dotata di conoscenze tecnologiche nettamente superiori.
Per chi desidera approfondire questi argomenti, l'argomento viene trattato in dettaglio nelle seguenti pubblicazioni:





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