LA MORTE: Possiamo evitarla?
Possiamo discutere di religione, politica, ricchezza, progresso, guerre e civiltà. Ma esiste un problema davanti al quale, prima o poi, tutto il resto perde importanza: la morte. Ogni essere umano nasce sapendo che un giorno morirà. Possiamo rimandare il pensiero, possiamo fingere che non ci riguardi, possiamo riempire la vita di impegni e distrazioni, ma alla fine la domanda resta sempre la stessa: che cosa accade quando il corpo smette di funzionare?

Cosa è la morte secondo i vangeli?
Particolarmente nel vangelo di Giovanni, la morte viene chiamata con due termini che nella maggior parte delle traduzioni vengono usati scambievolmente, ma che hanno un significato profondamente diverso.
Il primo termine è ἀποθνῄσκω (apothnèskō), vale a dire la morte biologica, la morte del corpo. Questo termine è usato, per esempio, per descrivere la morte di Lazzaro, la morte di Yehoshua, la morte di altri umani. Il secondo termine è θάνατος (thánatos), che vuol dire la separazione definitiva dalla ζωή (zoè). E quindi lo stato di non-esistenza irreversibile.
Per Giovanni, la condizione “normale” del genere umano è la morte thanatos (θάνατος), anche quando il corpo è biologicamente vivo. Vuol dire che siamo dei non-esistenti, che appaiono per pochi anni come un fiore, vivono, invecchiano, e poi spariscono del tutto. Non è una deduzione, ma lo dice esplicitamente. “Chi ascolta la mia parola… è passato dalla morte-thanatos (θάνατος) alla vita (zoè).” (Vangelo di Giovanni 5:24). Cosa è quindi il thanatos, e come ci siamo finiti dentro?
Perché gli esseri umani muoiono?
Il thanatos è uno stato di morte, da cui nessun umano può fuggire. Si può rendere il termine con Morte Irreversibile. Gli esseri umani si trovano in uno stato di Morte Irreversibile perché l’umanità si è separata dall’Origine, dal Padre. Questa separazione produce la Morte Irreversibile. Si tratta di uno stato di non esistenza, che segue i pochi anni vissuti tra la nascita e la morte biologica.
Questo avviene non perché Dio lo voglia, ma perché la sorgente non alimenta più gli umani. L’Origine non causa la morte. Ci siamo, in un certo senso, suicidati in massa, rifiutando di restare connessi alla sorgente della nostra vita.
La morte faceva parte del progetto iniziale?
No. Nei testi non esiste l’idea che l’uomo sia stato creato per morire. Fu Yehoshua a dirlo, affermando: «Il Diavolo […] è stato un assassino di esseri umani fin dal principio» (Giovanni 8:44). Facendo scollegare gli umani dalla fonte della Vita, il Diavolo non ha ucciso un singolo essere umano, ma l’intera umanità. Prima di questo “assassinio”, però, non era previsto che gli umani morissero come il resto del mondo animale. Ricorda: gli animali avevano la bios, la vita biologica. Gli umani avevano, oltre alla bios, anche la zoè, la Vita Irreversibile che proviene dal Padre, perché eravamo suoi figli.
Su questo punto concordano anche molti studiosi. Il cervello umano non è progettato per ricevere informazioni solo per 70–80 anni: la sua capacità si estende potenzialmente all’infinito. Anche il corpo umano si potrebbe rinnovare teoricamente all’infinito. Abbiamo scoperto che esiste un meccanismo interno alle cellule che, a un certo punto, si attiva e impedisce loro di rinnovarsi. La vita senza morte è già presente in noi, ma questo meccanismo non entra in funzione.

Come dovremmo vedere la morte?
Come abbiamo detto, Giovanni usa due termini molto specifici per indicare la morte, con significati molto diversi. Usa il termine traslitterato apothnēskō, che indica la morte biologica, come quando qualcuno si ammala e muore. Poi c’è il termine thanatos, che indica la separazione definitiva dalla vita, la non esistenza. È questo lo stato in cui si trova tutto il genere umano.
Pensiamo a un oggetto elettronico, come un computer o uno smartphone. Questo oggetto può trovarsi in due stati fondamentali: acceso o spento. Quando è acceso, può essere utilizzato intensamente oppure può restare inattivo, può andare in stand-by. Anche se momentaneamente non sta funzionando, resta comunque internamente acceso.
Allo stesso modo, quando si sta spegnendo, non importa che lo schermo funzioni per pochi secondi prima di spegnersi: quei pochi secondi di attività non cambiano la realtà che quell’oggetto elettronico è programmato per spegnersi, e lo farà. La nostra vita, purtroppo, è paragonabile solo a quei pochi secondi che passano tra l’ordine di spegnersi, e quando lo schermo si spegne sul serio. Per sempre.
Cosa vuol dire allora vita e morte per noi?
Avendo capito questo, comprendiamo che gli esseri viventi che possiedono una mente possono trovarsi solo in due stati diversi:
(1) Nello zōē aiōnios, la Vita per l’Eone, lo stato di Vita Irreversibile. Era lo stato originario degli esseri dotati di una mente.
(2) Nel Thanatos, lo stato di Morte Irreversibile. È lo stato in cui si trovano coloro che sono “disconnessi” dall’Origine.
Chi è nello stato di Vita Irreversibile può fermarsi per qualche istante, come il computer che va momentaneamente in stand-by. Può subentrare momentaneamente l’apothnēskō, la morte biologica. Ma è un fatto del tutto secondario. Infatti, è assolutamente certo che quell’essere vivente riprenderà a vivere esattamente dal punto in cui ha chiuso gli occhi.
Viceversa, chi è nello stato di Morte Irreversibile percepisce solo un’illusione di vita, perché tra la nascita e la morte trascorre un tempo relativamente breve. In realtà si sta lentamente spegnendo fin dal suo primo giorno di vita. E alla fine di quella breve vita, si spegnerà per sempre.
A differenza di quando vennero creati, oggi tutti gli umani sono impostati nello stato di Morte Irreversibile. Questo vuol dire che, fin dal momento della nascita, iniziano a morire. La loro vita è simile al tempo che passa in un computer tra il momento in cui viene dato l’ordine di spegnersi e l’effettivo spegnimento.

Lo switch
Si può passare dallo stato di Morte Irreversibile allo stato di Vita Irreversibile? Per gli esseri umani è impossibile. Ma nel 27 d.C. il Principale Agente della Vita dell’Universo, il Logos, l’immagine di Dio, venne sulla Terra e visse per circa un anno e mezzo in Yehoshua bar Yoseph da Nazareth, nella nostra lingua Gesù. Giovanni dice: «e il Logos si fece carne», abitando il corpo di Yehoshua non dalla nascita, ma da quando iniziò la sua missione.
Il Principale Agente della Vita, quindi, aveva il potere di fare lo “switch”, impostarci dallo stato di Morte Permanente allo stato di Vita Permanente. Lo ha fatto? In Giovanni 5:24 Yehoshua disse: «Chi si affida a me è passato dal Thanatos alla Zōē», che nel linguaggio di Giovanni vuol dire dalla Morte Irreversibile alla Vita Irreversibile.
Yehoshua non sta dicendo che non potrà morire biologicamente. Dice invece che ha il “diritto” di vivere, o di rivivere, indipendentemente da ciò che accade al suo corpo biologico. Questo aspetto riguarda particolarmente ciò che ci rende “simili agli esseri celesti”. Quindi ciò che resta in vita, sempre e comunque, è la nostra mente.
Cosa vuol dire questo per i discepoli in questo tempo?
Per i discepoli, lo switch da Morte Irreversibile a Vita Irreversibile vuol dire due cose molto semplici. La prima è che, se è arrivato il momento in cui tutti coloro che nascono di nuovo ritornino in Vita, allora il discepolo non vedrà mai la morte. Se il suo corpo biologico dovesse spegnersi, ci sarebbe semplicemente la separazione della Mente Celeste dal suo corpo, che verrebbe immediatamente trasferita in un corpo non biologico, ma celeste. Parleremo in un momento diverso di quando inizia questo momento.
Se non ci troviamo ancora in quel momento, la mente viene comunque separata dal corpo e trasferita nel nuovo corpo. Ma in questo caso non è attiva: dorme, in attesa di risvegliarsi in quella nuova realtà.
Apocalisse parla anche di coloro che sono discepoli fedeli ma che non devono essere mutati in esseri celesti. Loro saranno i primi ad essere resuscitati come esseri umani sulla Terra, immediatamente dopo lo Scontro Finale che sta per verificarsi
Comprendiamo quindi quanto è importante il messaggio di Yehoshua. Non si tratta di cambiare religione, o di essere più buoni, o di fare o non fare certe cose. Capire quello che aveva da dirci fa la differenza tra vivere in maniera irreversibile o sparire per sempre dalla realtà, senza nessuna possibilità di ritorno.
Quale sarà il destino degli altri?
Coloro che Yehoshua non considera suoi discepoli, alla morte cadono definitivamente nel Thanatos. Non esistono più. Eppure, in una circostanza, Yehoshua disse qualcosa di incredibile, per far capire quanto ama il genere umano. Disse che il Padre aveva affidato la risurrezione al Figlio, senza intromettersi nei suoi piani. Il Figlio, da parte sua, ha voluto creare una sorta di “fuori programma”, qualcosa di nuovo rispetto ai piani originali.
Yehoshua promette che tutti torneranno in vita, anche coloro che decidono, al momento, di non seguirlo. Questo è un vero atto di amore, perché nessuno degli umani morti avrebbe “diritto a vivere”. Non si tratta di giustizia, ma di un atto di profondo amore. Yehoshua vuole dare a tutti una seconda possibilità.
Ma il loro risveglio sarà molto diverso da quello dei suoi discepoli. Dovranno attendere molto tempo prima di essere risvegliati. Il dominio degli Arconti sul genere umano deve prima finire. L’umanità deve essere rieducata e deve scegliere cosa vuole fare. Ci sarà una nuova ribellione, ma durerà pochissimo tempo. Questa volta tutti i ribelli verranno “spenti”, senza appello, senza perdere tempo. Soltanto dopo, l’umanità che è morta lontana da Yehoshua verrà riportata in vita.
In che stato si troveranno i risuscitati che non erano discepoli?
Anche se torneranno in vita, i risuscitati che non erano discepoli saranno ancora nello stato di Morte Irreversibile. Quindi, anche quando torneranno in vita, la loro vita sarà un conto alla rovescia. Dovranno usare quel tempo per dimostrare di essere cambiati, di voler diventare dei discepoli. Altrimenti si spegneranno di nuovo, e stavolta per sempre.
Per così dire, dovranno decidere se fare o non fare quello che stai facendo tu in questo momento. Dovranno conoscere, capire e poi decidere. Quindi si può solo rimandare questa scelta, ma nessuno potrà mai eluderla. Tutti dovranno dire come la pensano sul fatto di seguire la Via di Yehoshua o meno.
In che modo risorgeranno i morti che non sono discepoli?
Non dobbiamo pensare che i morti torneranno in vita come degli zombi, né che usciranno dalle tombe. In quelle tombe gli atomi del loro corpo sono già parte di animali, piante, terreno. I morti torneranno in vita nel modo più naturale possibile: rinasceranno come bambini comuni. A un certo punto, quando saranno pronti, ricorderanno gradualmente chi fossero e cosa erano. In questo modo saranno loro stessi in un tempo diverso.
Viceversa, ve lo immaginate un antico soldato maya risorgere in un’era post-tecnologica come la nostra? Avrebbe un vero shock culturale. In questo modo i risorti avranno tutto il tempo per abituarsi alla nuova realtà, in modo del tutto naturale e senza traumi.
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